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371 risultati trovati

  • Seminario sul contesto politico ed economico - Cadenabbia

    L’incontro del 21-22 settembre scorso a Villa Adenauer si è aperto sulla constatazione che nell’attuale fase politica vi è un chiaro logoramento nell’esercizio del potere da parte del Governo centrale, il che finisce per erodere le basi della democrazia rappresentativa. In tale contesto, l’economia è sempre meno l’elemento discriminante all’interno della dialettica politica italiana. In larga parte ciò è dovuto alla comunanza delle agende economiche comuni nei vari Paesi UE che, nonostante alcune perduranti differenze di fondo, esclude alla radice che il confronto politico possa davvero interessare modelli economici tra loro alternativi. Etica ed Economia. È difficile, ad esempio, che oggigiorno si ritrovi una formazione politica capace di definirsi sinceramente antiliberista, salvo casi drastici che tuttavia si collocano ai margini del dibattito politico. Se in più si aggiunge che la crescita economica da diverso tempo è comunque contenuta, è evidente che non sarà nell’economia che si potrà trovare il vero discrimine politico, quanto in visioni profonde della società. Volendo catturare in una formula l’intero fenomeno, si potrebbe dire: meno materia e più spirito. Evocando paradigmi storico-culturali, la partita si gioca tra Parigi e Roma. Come a significare una contrapposizione tra razionalismo “illuminista” e spiritualità cristiana, in un confronto sui principali temi che compongono una visione della società. Oppure ancora tra Londra e Roma, enfatizzando una visione mercatista (quella anglosassone) e una visione spiritualista (quella romana). È importante la quantità di potere necessaria per introdurre termini complessi. La dividente è nel momento dei valori: “se hai valori fai l’Europa Politica”. Nel soffermarsi sulla dialettica tra spiritualità ed economia, occorre peraltro affrontare quella che a lungo – e a torto – è stata considerata un’antinomia tra economia da una parte e morale dall’altra. L’antinomia, tuttavia, è solo apparente, poiché è il frutto di un duplice errore alquanto diffuso. L’antinomia è falsa sul piano storico, visto che l’economia nasce abbracciata all’etica negli ambienti della neoscolastica cristiana. E lo è sul piano concettuale, perché è falsa l’idea che l’economia contenga una polarità, e che quest’ultima sia in contrasto con la morale. Il disamoramento per la politica – oltre che analizzando la crescente complessità e codificazione del suo linguaggio – si può spiegare sciogliendo l’apparente antinomia tra etica ed economia. La disaffezione è infatti riconducibile, da un lato, alla riduzione dell’azione politica al tentativo materialista di soddisfare istinti, bisogni e passioni dell’uomo, tralasciandone la sfera spirituale; dall’altro, alla scarsa efficacia con cui, in ogni caso, tali istinti bisogni e passioni sono soddisfati. Ciò tradisce le aspettative nella politica, generando una crisi di sfiducia. Una scelta politica potrà quindi dirsi “immorale” se il mezzo utilizzato per risolvere il problema è inappropriato in questa duplice prospettiva. Tuttavia, sfugge ancora l’esatta composizione dei potenziali interlocutori. Tra questi, le statistiche e la realtà empirica ci rivelano che, accanto alla classe media che rappresenta i tradizionali valori familiari è presente, in misura crescente, una nuova realtà sociale che privilegia un approccio “nucleare”, individualista ed edonista. Occorrerà dunque guardare anche a tale realtà sociale, per interpretarne nella maniera più adeguata le esigenze. In particolar, se la partita – dunque – si gioca sul piano dei valori, occorrerà sviluppare sempre più forme di “privato sociale”, e coinvolgere i singoli operatori economici nelle questioni etiche di fondo, con un approccio che veda al centro il concetto di libertà in termini di responsabilità individuale e relazione del singolo con la società. Scenario economico attuale e Finanza pubblica. La situazione economica attuale, dipinta a tinte fosche sui giornali, è la risultante di fattori noti: i cambiamenti strutturali indotti dall’introduzione dell’Euro, l’allargamento a Est della UE, l’affermazione di Cina e India, gli sviluppi rapidissimi dell’informatica e – specificità italiana – l’assenza di comunicazione con un sindacato in parte ancora arroccato su posizioni ideologiche e anti-storiche. Come considerazione di fondo, quando le analisi ufficiali si soffermano sul PIL italiano, questo offre peraltro un’immagine in parte riduttiva della nostra economia, visto che il ruolo delle “holding”, e delle “trading companies” di gruppi italiani all’estero non è preso in considerazione. Anche le dinamiche di produttività delle circa 600 medie aziende che rappresentano la struttura di fondo del nostro sistema industriale sono buone. Più in generale, sul fronte dell’occupazione la nostra economia si caratterizza per una bassa disoccupazione mentre le note dolenti arrivano dal fronte della produttività, in particolare dal costo del lavoro per unità di prodotto, appesantito da norme comunitarie sull’orario di lavoro e sulla regolazione a termine che non sono recepite correttamente. Quanto alla crisi “subprime” di questi giorni, è vero che lo scopo di larga parte delle cartolarizzazioni di cui si legge sui giornali è la parcellizzazione del rischio di credito. Questo però non toglie che gli operatori bancari hanno perso la capacità di valutare correttamente il credito stesso, e che questo fenomeno stia creando grossa sfiducia sui mercati finanziari (fino a poco fa cosciente unicamente dei maggiori interessi su titoli cartolarizzati, ma non dei maggiori rischi a questi connessi) e tra gli stessi operatori finanziari. In questo momento, è inoltre alquanto spiacevole l’abitudine di questo governo di ritoccare stime deliberatamente fatte in maniera pessimistica, in modo da sfruttare l’”effetto tesoretto”: così facendo non si dà un quadro attendibile di come le cose stanno davvero. Il governo sta approntando alcuni “pacchetti” per accattivarsi interlocutori differenti: pacchetto IRES per le imprese (che, pur avendo alcuni elementi condivisibili come la razionalizzazione dell’imposizione sui redditi, finirebbe per auto-neutralizzarsi per colpa dell’allargamento di base imponibile), due pacchetti “famiglia” (quello Bindi e quello del governo), pacchetto “welfare” (finanziato dall’aumento contributivo a carico dei lavoratori parasubordinati).

  • EIN Summer University 2006 - Lione

    the European Ideas Network is the open pan-European think tank established in 2002 by the EPP-ED Group in the European Parliament. The network brings together politicians, businessmen, academics, think tankers, journalists, policy advisers and outside experts, to discuss some of the major issues facing Europe today. It also coordinates the joint activities of over forty national think tanks and political foundations across the European Union. The EIN’s traditional Summer University – now in its fifth year – offers a private forum for detailed policy discussion, operating through working groups and plenary sessions, where active debate and free exchange of views are the order of the day. It will be preceded by our third European Ideas Fair: a public forum to show-case speeches on forward-looking themes by leading political and intellectual figures, with roundtables on “Globalisation: Facing the Asian Challenge” and “The European Agenda for Revival”. A variety of major international speakers will be contributing to the meeting.

  • News - Il braindrain in Italia

    Secondo una ricerca di Sascha O. Becker, Andrea Ichino e Giovanni Peri, il contenuto di capitale umano che emigra dall’italia è aumentato significativamente nel corso degli anni Novanta. Questo è ancora più significativo se si considera che i laureati che emigrano sono quadruplicati dal 1990 al 1998. Alla fine degli anni 90, tra il 3 e il 5% dei neolaureati è andato all’estero. Se in Italia è accentuato il fenomeno del Brain Drain, negli altri Paesi dell’UE è più frequente il ”brain exchange”. Tra i risultati della ricerca: una tendenza durante gli anni 90 di crescita di emigrazione dei giovani (meno di 45 anni) e di persone delle regioni del Nord Italia.

  • News - La Commissione propone una soluzione per rafforzare la Vigilanza Finanziaria nell'UE

    Il 23 settembre la Commissione europea ha adottato una serie di progetti legislativi per rafforzare la vigilanza sul settore finanziario. Il pacchetto legislativo in questione istituirà un nuovo consiglio europeo per il rischio sistemico (ESRC) e un sistema europeo delle autorità di vigilanza finanziaria (ESFS). La crisi finanziaria attuale ha messo in luce le lacune del quadro europeo della vigilanza con la sua frammentazione a livello nazionale nonostante la creazione, più di un decennio fa, di un mercato unico europeo e l’importanza delle istituzioni paneuropee. Le proposte legislative presentate in data odierna mirano a risolvere tali lacune a livello di vigilanza sia micro che macroprudenziale, istituendo: • un consiglio europeo per il rischio sistemico (ESRB) , per controllare e valutare i rischi per la stabilità finanziaria del sistema finanziario nel suo insieme (“vigilanza macroprudenziale”). A tal fine l’ESRB metterà in guardia preventivamente in merito a rischi sistemici che potrebbero accentuarsi e, laddove necessario, raccomanderà l’adozione di provvedimenti per far fronte a tali rischi; • un sistema europeo delle autorità di vigilanza finanziaria (ESFS) per la vigilanza dei singoli istituti finanziari (“vigilanza microprudenziale”), consistente in una rete di autorità nazionali di vigilanza finanziaria che cooperano in tandem con le nuove autorità europee di vigilanza, istituite a seguito della trasformazione dei comitati per i settori, bancario, degli strumenti finanziari e delle assicurazioni e pensioni aziendali o professionali. Si tratta dell’Autorità bancaria europea (EBA), l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali o professionali (EIOPA) e l’Autorità europea per i valori mobiliari (ESMA). L’ESRB potrà formulare raccomandazioni e ammonimenti agli Stati membri (e alle autorità nazionali di vigilanza) e alle autorità europee di vigilanza che dovranno conformarsi o, in caso negativo, motivare la loro decisione. Siederanno nell’ESRB i vertici della BCE, le banche centrali nazionali, le autorità europee e quelle nazionali di vigilanza. L’istituzione dell’ESRB è in linea con diverse iniziative adottate a livello multilaterale o al di fuori della UE, compresa la creazione di un consiglio per la stabilità finanziaria (Financial Stability Board) da parte del G20. Per quanto riguarda la vigilanza microprudenziale, esistono attualmente tre comitati del settore dei servizi finanziari per la vigilanza microfinanziaria (per la vigilanza dei singoli istituti finanziari) a livello UE con poteri esclusivamente consultivi: il comitato delle autorità europee di vigilanza bancaria (CEBS), il comitato delle autorità europee di vigilanza delle assicurazioni e delle pensioni aziendali o professionali (CEIOPS) e il comitato delle autorità europee di regolamentazione dei valori mobiliari (CESR). Le nuove autorità assumeranno tutte le funzioni di tali comitati oltre ad alcune competenze supplementari, tra cui: • elaborare proposte di norme tecniche nel rispetto dei principi di una migliore regolamentazione ; • risolvere le controversie tra autorità nazionali di vigilanza, nei casi in cui la normativa imponga loro di cooperare o di trovare un accordo; • contribuire a garantire un’applicazione coerente delle norme tecniche; • comunitarie (anche attraverso valutazioni reciproche); • l’Autorità europea per i valori mobiliari avrà poteri diretti di vigilanza sulle agenzie di rating del credito; • un ruolo di coordinamento in situazioni di emergenza. Le proposte di cui trattasi sono state oggetto di ampie consultazioni sia dopo la pubblicazione delle raccomandazioni del gruppo di esperti incaricato dal Presidente Barroso e presieduto dall’ex direttore generale del FMI Jacques de Larosière, sia tra la fine di maggio e la metà di luglio, dopo la presentazione delle proposte della Commissione al Consiglio europeo. Il vertice di giugno della UE ha avallato le proposte della Commissione e ha auspicato una rapida adozione dei necessari testi legislativi.

  • Incontro Junior Fellows con Paolo Scaroni

    Presso la sede della Fondazione ENI Enrico Mattei, il 22 marzo si è svolto il quarto incontro del gruppo “Junior Fellows” della Fondazione. Relatore della serata l’amministratore delegato di ENI Paolo Scaroni il quale ha parlato con i partecipanti della difficoltà di realizzare le grandi opere nel nostro Paese. L’intervento di Scaroni e il successivo dibattito con i giovani presenti in sala hanno toccato molteplici temi di estrema attualità quali il petrolio, i gasdotti, il valore strategico delle fonti energetiche. Si è anche discusso dell’annunciato ritorno al nucleare dell’Italia: questo ritorno, afferma Scaroni, punta a riequilibrare nel futuro la totale dipendenza dell’Italia da fonti importate. Tuttavia la questione della costruzione di grandi infrastrutture rimane aperta: in particolare, l’incertezza riguarda la concreta possibilità di realizzare in Italia delle centrali alimentate a uranio. L’ostilità a ospitare vicino a casa propria tali infrastrutture giudicate pericolose, è comune a tutti i Paesi, tuttavia i movimenti cosiddetti Nimby (not in my backyard) in Italia sono particolarmente radicati e hanno più successo che altrove. Spesso, una delle conseguenze di questa diffidenza è che impianti, che comunque si fanno in tutto il mondo, da noi non si realizzano o si realizzano a costi doppi.

  • News - The High Level Group (HLG) on the Competitiveness of the Agro-Food Industry

    As a follow-up to the study: “Competitiveness of the European Food Industry. An economic and legal assessment” and the conference: “Promoting the leadership of the Agro-Food Industry” held in November 2007, the High Level Group (HLG) on the Competitiveness of the Agro-Food Industry was set up by Commission Decision of 28 April 2008 and launched officially on the 12 June 2008. The scope of the HLG is the whole agro-food industry. The formal objective of the exercise was to identify the factors, future challenges and trends that can influence the competitive position of the European Agro-Food Industry as well as to formulate recommendations for actions over the short, medium and long term in public policy and the regulatory framework which would enhance the sustainable development and competitive position of the sector.

  • EIN Summer University 2007 - Varsavia

    Il tradizionale appuntamento di European Ideas Netwrk (EIN), ormai alla sua sesta edizione, offre l’occasione per una riflessione culturale e politica di ampio spettro in occasione della riapertura delle attività. tema della Summer University: Facing the challenges of tomorrow. L’evento sarà preceduto dagli interventi, relativi alle sfide per il 2025, di esperti tra i quali: José María Aznar, già Primo Ministro Spagnolo; José Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea; Garry Kasparov, United Civil Front, Russia; Craig Mundie, Chief Research and Strategy Officer of Microsoft; Jeremy Rifkin, autore di ‘The European Dream’ e ‘The Hydrogen Economy’; Ernest-Antoine Seillière, Presidente di ‘BusinessEurope’; Mirek Topolánek, Primo Ministro della Repubblica Ceca; Donald Tusk, leader di Civic Platform in Polonia; Lech Walesa, già Presidente Polacco. Il dott. Stefano Riela e il Presidente Eugenio Belloni hanno partecipato per Fondazione ResPublica.

  • FAES Seminar - Politica energetica e lotta al terrorismo - Madrid

    Nell’ambito delle attività dei gruppi di lavoro di European Ideas Network, la Fundación para el Análisis y los Estudios Sociales (FAES) ha organizzato il 4 giugno a Madrid, un seminario sul tema della lotta al terrorismo con il seguente programma: 11.00 – 13.30 How to Contain the Terrorist Threat in Europe: Strategies & Options. Welcome: – James Elles (MEP, Chairman, European Ideas Network); – Alberto Carnero (FAES). Chairman of the session: – Jaime Mayor Oreja (MEP, Vice-President, EPP-ED Group; Chairman, EIN Working Group 9 on Terrorism and Security). Introductory presentation: – Walid Phares (Senior Fellow, Foundation for the Defense of Democracies, Washington DC). Commentators: – Carlos Echeverria Jesús (Professor, International Relations, UNED); – Ignacio Astarloa (Former Secretary of State for Security; Partido Popular Spokesman on Justice Committee in the Spanish Parliament); – Douglas Murray (Director, Centre for Social Cohesion, London). Conclusions: – Anthony Glees (Rapporteur EIN Working Group n°9 on Terrorism and Security). 14.00 – 16.30 Working Lunch: Europe’s Key Choices for 2025. Chairman: – Joszef Szajer (MEP, Vice-President, EPP-ED Group). Presentation: Henri Lepage (EIN). 17.00 – 19.00 Dealing with the Consequences of Human Activities on Climate Change: Strategies & Options. Chairman of the session: – Pilar del Castillo (MEP, EPP-ED Group; Chairman, EIN Working Group 10 on Energy and Environment). Introductory presentation: – Christian Stoffaes (President, Centre d’Etudes Prospectives et d’Informations Internationales, Directeur du Fonds E7 pour le développement énergétique durable). Comments: – Staffan Jerneck (Director, Centre for European Policy Studies, Brussels); – Josep Enric Llebot (Professor, Universidad Autonoma de Barcelona; Director General, Fina); – Max Falque (Délégué Général, ICREI, Aix-en-Provence).

  • News - Il ruolo della concorrenza nel sistema scolastico pubblico

    Secondo Daniel L. Millimet e Trevor Collier, un’immensa letteratura sull’efficacia degli input nel processo educativo ha portato a considerare la questione degli incentivi nel sistema scolastico introdotti tramite la concorrenza. In realtà, se maggiore concorrenza porta ad un aumento dell’input (essendo l’input visibile dai genitori) senza modificare l’efficacia di questi, allora la concorrenza ha poco impatto sulla qualità dell’educazione degli studenti. Usando dati dell’Illinois, la ricerca trova che in situazione di concorrenza l’efficienza prodotta dal mercato educativo privato, ha un effetto positivo pure sulla scuola pubblica.

  • Incontro con Michele Norsa

    Michele Norsa, amministratore delegato di Salvatore Ferragamo spa, analizza la situazione del settore del lusso e del Made in Italy all’interno del presente contesto economico. Sembrano errate le previsioni di chi riteneva il settore del lusso immune dalla crisi economica e di chi prevedeva una rapida ripresa: i dati delle vendite segnalano difficoltà che si sono immediatamente riflesse sulla spesa in comunicazione e pubblicità. La situazione del Giappone, primo mercato del lusso per spesa pro capite, insegna che la crisi potrebbe avere un andamento a “L”: alla fine della crisi l’economia si attesterebbe, cioè, ad un livello più basso di consumi e questo potrebbe determinare una riduzione di lungo periodo del mercato del lusso. Capire come rispondere alla crisi è ancora difficile, in quanto non siamo in grado di fare previsioni certe sull’entità e sui tempi. Per il nostro Paese, evidenzia Norsa, oltre ad un’attenzione al rilancio del turismo, sarebbe importante un ritorno al manifatturiero con riorganizzazioni aziendali per il riequilibrio delle risorse umane disponibili verso funzioni più operative. Il settore del lusso ha subìto negli anni anche una seria trasformazione nelle modalità di gestione, dovute al passaggio da mercati nazionali a uno globale e dall’espansione dei perimetri dell’offerta. Se quindi in una prima fase di sviluppo i titolari dei marchi più famosi erano impegnati in prima persona, oggi si è imposta la creazione di strutture più complesse e brand che non sempre sopravvivono al fondatore. La previsione è che da questa crisi emergerà un consumatore più attento, maggiormente orientato verso i prodotti core dell’azienda e quelli in grado di offrire la stessa funzione a un prezzo più basso. Questo spostamento trova conferma nella diffusione e nella performance degli outlet, un tempo strumento per la vendita delle collezioni superate o dell’invenduto, ma oggi canale principale per alcuni brand. Le imprese del lusso potrebbero pertanto focalizzarsi su linee a prezzi più contenuti. Ciò nonostante il valore dei marchi affermati non dovrebbe diminuire: i Paesi emergenti riconoscono un valore a chi ha alle spalle una solida tradizione e, per questo motivo, il “Made in Italy” rappresenta un vantaggio competitivo.

  • Incontro Junior Fellows con Stefano Maruzzi

    Il 16 novembre il Gruppo Junior Fellows di ResPublica, ospite dello Studio Pavia Ansaldo di Milano, ha incontrato Stefano Maruzzi, Country Manager di Google Italia. Tema centrale dell’incontro è stata l’innovazione nel mondo della tecnologia e, in particolare, l’innovazione nei settori in cui Google opera e investe. Maruzzi ha descritto le evoluzioni delle attuali tecnologie e le applicazioni che verranno introdotte nel prossimo futuro: i numerosi esempi spaziano dalla sempre maggior accuratezza delle ricerche sul web, alla mappatura del traffico in città, alla “Google car”, un’autovettura senza conducente che, grazie all’utilizzo di programmi informatici, è in grado di muoversi in autonomia sulle varie tipologie stradali. L’intervento del relatore ha destato molto interesse e durante il dibattito sono emerse diverse questioni non solo relative agli aspetti di sviluppo tecnologico, ma anche riguardanti tematiche di policy che una società globale come Google necessariamente si trova ad affrontare.

  • EIN/FAES Seminar - The reform of the financial system - Brussels

    FAES – the Foundation for Social Research and Analysis – a free-market centre–right think tank, based in Madrid, has been working in collaboration with local academics, representatives of financial institutions, politicians, practitioners, and members of think tanks on a report the crisis of the financial system and possible options for reform. The draft report on the reform of the financial system will be presented by its coordinator Fernando Fernández, Chancellor of the Universidad Antonio de Nebrija. Given the global scale of the crisis FAES is keen to meet with members of the European Ideas Network to discuss the draft report in an international context, and to hear your reactions and receive your comments ahead of its final publication in July.

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