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  • Lectio Magistralis Tremonti - La causa e gli effetti politici della prima crisi globale - Pechino

    Il 19 novembre 2009 il Ministro Giulio Tremonti ha tenuto a Pechino presso la Scuola Centrale del Partito Comunista Cinese una lezione sulle cause della prima crisi globale e le future prospettive politiche. Nei vent’anni che sono seguiti alla caduta del muro di Berlino nel 1989, la struttura e la velocità del mondo sono radicalmente cambiate. In questo breve periodo di tempo, afferma il Ministro, «il mercato è diventato globale, mentre il diritto è rimasto locale. È così che si è creata una drammatica asimmetria tra economia e politica, tra realtà e regole. È questa l’origine della crisi». Analizzando i caratteri di tale crisi, viene descritto come quest’ultima sia stata fermata dalla politica e dai Governi che, attraverso diverse misure d’intervento, “sono(ri)entrati nell’economia, un campo che prima si pensava dovesse essere monopolizzato dal mercato”. Tuttavia, si ammonisce, lo scenario è stato modificato solo temporaneamente e “le cause, gli effetti e i rischi della crisi sono ancora fondamentalmente in essere”: e’ necessario sostenere quel cambio di paradigma che appare già in atto e che comporta un ritorno all’economia reale e il consolidamento di un nuovo ordine politico. Il Ministro segnala come il G20 rappresenti una “forma iniziale e sperimentale della nuova necessaria governance globale” e, guardando al futuro, sottolinea l’importanza della creazione di uno strumento giuridico multilaterale che fornisca regole generali e rappresenti il nuovo ordine.

  • Incontro con Giuseppe Bono

    Lunedì 27 aprile si è tenuto l’incontro di ResPublica con Giuseppe Bono, Amministratore Delegato di Fincantieri, sul tema “Fincantieri: una storia di successo italiano nel mondo”. Fincantieri, erede della grande tradizione italiana in campo navale e uno dei gruppi cantieristici più grandi al mondo, è attiva nella progettazione e costruzione di mezzi navali a elevata complessità e alto valore aggiunto, dalle navi mercantili a quelle militari, dall’offshore ai mega yacht.

  • Incontro con il Ministro Maurizio Martina

    Si è tenuto il 12 gennaio l’incontro del Ministro Maurizio Martina con la Fondazione sul tema: "Le sfide di EXPO Milano 2015". A pochi mesi dall’apertura dell’Esposizione Universale di Milano 2015 il Ministro Martina, con delega all’EXPO, ha permesso di fare il punto sulla situazione dei lavori nel sito espositivo e di tracciare obiettivi e aspettative. Il Ministro si è detto certo che il tema scelto per l’esposizione “Feed the Planet” e la firma della “Carta di Milano” da parte dei Paesi aderenti consentiranno di dare un contributo significativo a livello globale sui temi dell’alimentazione e sulle tecniche già in essere o in studio per consentire un più efficace sfruttamento delle nostre risorse ai fini alimentari.

  • Incontro con Alexander Pereira

    Lunedì 18 aprile Fondazione ResPublica ha ospitato il Sovraintendente della Scala Alexander Pereira per un incontro dal titolo “Sostegno e condivisione dei nostri valori culturali”. Pereira nel suo intervento ha ripercorso le tappe del suo avvicinamento alla musica e ha raccontato della bellezza e della complessità nella gestione di un teatro prestigioso come La Scala di Milano.

  • Incontro con Luigi Casero

    La Fondazione incontra Luigi Casero, Vice Ministro all’Economia e alle Finanze, sul tema “La delega fiscale”. Durante l’incontro abbiamo affrontato il tema delle disposizioni della Legge di delega al Governo, legge 11 marzo 2014, n. 23 – Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita. Ecco i documenti:

  • EIN Summer University 2010 - Bucarest

    Dal 22 al 24 settembre si è tenuto in Romania a Bucarest l’annuale appuntamento con la Summer University organizzata da European Ideas Network sul tema: "The Economic and Social Crisis: a Project for Europe". Rappresentanti delle Fondazioni, esponenti del mondo politico ed economico e accademici di tutta Europa si incontreranno per discutere e confrontare idee sulle priorità che l’UE è chiamata a darsi nell’attuale contesto di crisi politica e sociale. Il Presidente Eugenio Belloni, Il Direttore Scientifico Stefano Riela e la dott.ssa Maria Elena Ferrario hanno partecipato all’Evento per Fondazione ResPublica. Le sfide che l’Europa deve oggi affrontare impongono la definizione di un modello pragmatico e sostenibile e la Summer University costituisce un’occasione unica di dibattito e scambio di idee e opinioni tra policy-makers ed esperti provenienti da settori differenti. Un’attenzione speciale verrà dedicata alle politiche di sviluppo e stabilità per i Paesi dell’area del Mar Nero, fondamentale crocevia tra l’Europa e l’Asia. Di seguito alcuni documenti:

  • Seminario - 150 years of Italian government: what has been achieved? - Brown University

    Presso la Brown University di Providence si è svolto un seminario, organizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di New York e il Watson Institute for International Studies, con l’obiettivo di offrire un’occasione di discussione libera fra rappresentati delle fondazioni e Think Tanks di cultura politica italiani, tra cui ResPublica, e scholars americani. I temi trattati hanno privilegiato le politiche pubbliche in materia di economia e welfare.

  • Nodi e colli di bottiglia del sistema infrastrutturale: trasporto pubblico locale e sistema portuale

    Pubblichiamo il paper “Nodi e colli di bottiglia del sistema infrastrutturale. I nodi del trasporto pubblico locale e del sistema portuale“, realizzato dal dott. Alessandro Stefano Barbina e dalla dott.ssa Laura Carbone dell’Ufficio Studi di ResPublica. Il documento propone un’analisi delle strozzature del trasporto pubblico limitata al caso lombardo. Prima regione italiana per abitanti e PIL, l’analisi proposta è ricca di proposte per migliorare il trasporto pubblico locale agendo sulle infrastrutture esistenti e programmando gli investimenti maggiori in una visione più allargata e diluita nel tempo. Il documento prende, infine, in considerazione il sistema portuale italiano e le azioni possibili al fine di rendere maggiormente competitivo il settore del trasporto marittimo, tema caro a ResPublica che è già intervenuta in passato presentando alcune proposte a riguardo. Accanto ai grandi investimenti, possibili solo nel lungo periodo e necessari per rispondere alle sfide globali poste alla portualità, alcuni limitati interventi sull’ultimo miglio e nei porti e l’adeguamento di strutture esistenti possono già da subito spingere l’Italia a recuperare una parte dei traffici e recuperare il ruolo nei commerci, ora trascurato, generando crescita e occupazione.

  • Incontro con Francesco Gori

    Francesco Gori è stato protagonista dell’ultimo incontro di 59 minuti con… organizzato presso la sede della Fondazione. Il tema trattato è stato “Innovare per crescere”, aspetto fondamentale in una società competitiva e globalizzata. Pirelli Tyre, rappresenta oggi il quinto operatore mondiale in termini di fatturato nel mercato dei pneumatici, con ricavi che nel 2007 sono stati all’in circa pari a 4,2 mld di euro. La gran parte delle vendite di Pirelli Tyre si colloca in Europa dove avviene circa la metà delle vendite totali, del quale un quinto nella sola Italia. Importanti quote di mercato sono invece presenti in America Latina che copre il 30% circa delle vendite e America del nord. Negli ultimi anni la quota di Pirelli è ulteriormente cresciuta nelle quote di mercato a ritmi superiori rispetto ai principali competitors. Questa forza di Pirelli deriva tra l’altro dalla capacità in innovazione e nell’alto livello tecnologico raggiunto dai prodotti. L’entrata in nuovi mercati è necessaria per garantire la competitività dei prodotti, attraverso i minori costi di produzione possibili nelle economie in via di sviluppo. In particolare è la produzione del segmento “industry” ad essere principalmente prodotta in paesi in vi di sviluppo mentre per il segmento “customer” una grossa parte è ancora in produzione in Europa. Nei prossimi anni l’obiettivo è ampliare il mercato per esempio in Russia, ma le difficoltà si incontrano in quanto non è facile trovare persone competenti disposte a trasferirsi per seguire le fasi iniziali. In particolare, la chiave del successo di Pirelli va individuata nella forza del marchio dell’azienda affermatosi sia nello sport, che nella sua storia che, ultimamente, nella moda. Ma anche nell’aver saputo presidiare il proprio ruolo nel suo settore “core” lasciando marginalmente gli altri settori. La struttura del gruppo, organizzata a matrice, vede ancora la sede di Milano come sede centrale, affiancata dai coordinamenti regionali.

  • Working Paper - Energy and environment

    Con il Working Paper n. 3 “Energy and environment. The Role of Renewable Energy Industry in the EU” Fondazione ResPublica pubblica gli atti del convegno sulle energie rinnovabili tenutosi il 15 dicembre 2008 presso la Casa dell’Energia di Milano. L’evento, che sottolinea l’attenzione di ResPublica per le tematiche connesse all’efficienza energetica e alla protezione ambientale, è stato realizzato in collaborazione con Centre of European Studies (CES) e Costantinos Karamanlis Istitute for Democracy.

  • News - Le partnership pubblico - privato (PPP) nel settore dei trasporti

    Secondo Antonio Estache e Tomás Serebrisky (in “Where Do We Stand on Transport Infrastructure Deregulation and Public-Private Partnership?”, World Bank Policy Research Working Paper 3356), l’evoluzione delle public-private partnerships (PPP) sembra indicare un percorso comune: le iniziative private lavorano per poco, ma dopo uno shock nel settore, il pubblico ritorna sottoforma di regolatore, di finanziatore o di proprietario. La ricerca analizzare l’efficacia della deregolamentazione nelle infrastrutture di trasporto secondo: l’efficienza, il punto di vista fiscale e degli utenti. Il paper analizzare le difficoltà e gli impegni necessari da parte dei governi in materia di: struttura delle tariffe, qualità (timetable, sicurezza, ambiente), regole di accesso, la tendenza verso il re-bundling e la riduzione della concorrenza tra settori, e gli inventivi tramite la concorrenza “yardstick”.

  • Incontro con Ariberto Fassati

    Ad un anno dal tracollo di Lehman Brothers, Ariberto Fassati, Presidente del Consiglio d’Amministrazione di Cariparma, fa il punto su cambiamenti e sviluppi del sistema bancario nazionale ed internazionale in un incontro con i soci della Fondazione. La crisi economica scoppiata l’anno scorso e originata nei mercati finanziari si è trasferita sul settore industriale e pesa oggi sulle piccole e medie imprese. Nonostante alcuni indicatori, come i dati che segnalano la ripresa dell’export, possano far guardare con fiducia al futuro, è ancora prematuro ipotizzare una fine della crisi. In particolare sono ancora da valutare gli effetti che la grande liquidità immessa nei mercati potrà avere sull’economia reale. Il periodo di incertezza che stiamo attraversando ha comunque contribuito a modificare il ruolo del sistema bancario nell’economia. Le banche sono state infatti additate come le maggiori responsabili della crisi, avendo sostenuto un modello sbagliato di concessione del credito spinto dai bassi tassi di interesse delle banche centrali che hanno favorito l’indebitamento di imprese e consumatori. Sul fronte dell’industria, si assiste ad un problema di sovrapproduzione; anche per effetto del credito al consumo le case e le persone sono state riempiti di beni e oggi il mercato è saturo ed è quindi normale una decrescita. Dal tracollo di Lehman Brothers, la crisi si è propagata al sistema bancario a una velocità mai vista prima, provocando il fallimento di oltre 100 istituti bancari nel mondo. I cambiamenti che ne sono conseguiti hanno riguardato principalmente quattro aspetti: Il potere delle banche. Le prime tre banche per capitalizzazione sono oramai istituti cinesi mentre la quarta è di Hong Kong; una classifica simile si ottiene se al posto della capitalizzazione si considerano gli utili. Il centro bancario del mondo si è quindi spostato nel sud-est asiatico. La crisi ha colpito principalmente gli USA ridimensionando il ruolo delle banche americane; ma se piccoli paesi come Svizzera o Islanda, hanno grossi istituti bancari, può un paese come gli Stati Uniti non possedere grandi banche?; La presenza dello Stato nelle banche. Sono stati proprio i paesi più liberisti quelli ad adottare le politiche attive più interventiste, come nel caso degli USA e del Regno Unito. In paesi storicamente caratterizzati da un maggiore interventismo statale, come Italia e Francia, tale fenomeno è stato meno incisivo. Tuttavia si sottolinea il potere che i governi stanno esercitando nel sollecitare le banche, nonostante un momento congiunturale non favorevole, a fare credito alle aziende; Una modifica delle strategie delle banche. Le grandi banche americane che non disponevano di grandi liquidità si sono trovate in forte difficoltà e sono quindi oggi interessate ad ampliare le loro attività di raccolta. Sembra tramontare il modello di “banca universale”, che svolge sia attività di raccolta che di investimento, con istituti che stanno lentamente uscendo dalle attività non più remunerative; Cambiamenti strutturali. La crisi ha cambiato il top management delle banche, e gli istituti hanno dovuto affrontare il problema dei costi riducendo gli organici e spesso la presenza geografica in aree ritenute non strategiche. In questo processo, il nostro Paese sembra esser andato in controtendenza mantenendo sostanzialmente lo status-quo ai vertici del sistema e passando da una moltitudine di banche di piccole-medie dimensioni ad un sistema dominato da due campioni nazionali (Unicredit e Intesa SanPaolo). A fianco di questo duopolio, esiste un raggruppamento di banche popolari e una miriade di piccoli istituti che dovranno per forza riconsiderare le loro strategie. In Italia la presenza delle banche estere ha avuto un ruolo non marginale: nel 2008 rappresentavano circa il 19% del totale le attività gestite, grazie soprattutto a prodotti sofisticati come il credito al consumo, l’investment banking o il project financing dove detenevano le quote di mercato maggiori. Oggi molte banche estere sono interessate da processi di fusione e quindi il numero degli attori si sta riducendo, molte banche di media dimensione lasceranno l’Italia o si troveranno costrette a una riduzione degli organici. Questo potrebbe comportare un rischio di isolamento e marginalità per l’Italia e in particolare per la piazza di Milano. La crisi ha inoltre portato a un forte attacco nei confronti degli istituti di credito off shore. La guerra ai paradisi fiscali, oltre ad avere un ritorno in termini di consenso politico, permette di fronteggiare i bisogni di cassa dei governi che sono intervenuti nei rispettivi sistemi economici generando pensando deficit. Diversamente da come possa sembrare oggi il sistema bancario non è florido. Se consideriamo tutti gli istituti come se fossero una sola banca, la redditività è scesa del 70% con la crisi. Non è quindi auspicabile uno scambio di accuse reciproco tra privati, aziende e banche sulle responsabilità della crisi, e sui presunti eccessi di redditività delle banche. E’ necessario invece puntare su un sistema bancario solido, meno aggressivo che in passato e più prudente. In un sistema che potrà disporre solo di risorse più limitate bisogna puntare sulla meritocrazia, non è possibile concedere credito a tutti (con costi per l’intero paese); il credito va erogato a chi lo merita e forse e proprio questo che manca oggi alle banche, la capacità si selezionare a chi dare credito. Nonostante qualche segnale positivo, bisogna riconoscere che la situazione non è delle migliori. Il successo del collocamento di titoli a rendimento vicino allo zero è un indicatore di paura; la gente preferisce accontentarsi di rendimenti minimi garantiti, parcheggiando magari il denaro per anni. E’ necessario che si rafforzino i controlli affinché tale liquidità disponibile entri nell’economia reale e alimenti il circuito finanziario. Il problema non sono state le regole, quelle sono forse troppe, ma la capacità di controllare. La possibilità di eseguire operazioni finanziarie molto complesse unita alla mancanza negli istituti pubblici e di controllo di risorse umane capaci (le risorse umane migliori finiscono ancora nel privato) ha permesso di eludere quelle regole poste a controllo del sistema finanziario. Non va tuttavia considerato che la crisi sia stata inutile, le banche hanno ristrutturato le proprie attività e rivisto gli organici, e oggi il sistema bancario può ripartire da basi più sane. Quale quindi la soluzione per il modello italiano? E’ necessario tornare ad una banca che sia caratterizzata da un forte ruolo sociale. Cariparma, per esempio, ha puntato fortemente sulla fidelizzazione dei clienti nella convinzione che “mantenere un vecchio cliente è meglio di cercare un nuovo cliente”; ponendo quindi l’attenzione alle vicissitudini umane dei singoli dando risposte concrete e mirate, soprattutto nei momenti difficili della vita. Diversi sono stati gli strumenti messi a punto in questo senso, tra questi, l’anticipo ai pensionati della pensione di circa 10 giorni a tasso zero, in modo da contrastare le difficoltà di bilancio che molti pensionati soffrono nella cosiddetta quarta settimana del mese.

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