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371 risultati trovati

  • Incontro con Diego Benasso e Diego Visconti

    Si è tenuto lunedì 17 novembre l'Incontro dei Soci di Fondazione ResPublica con Diego Benasso, Amministratore Delegato di Accenture Italia, e Diego Visconti, Presidente di Fondazione Accenture. L’incontro è stato la base per una interessante analisi su un tema che Accenture sta studiando e approfondendo da tempo: la convergenza tra i tradizionali tre settori (pubblico, privato e società civile) verso un nuovo settore, integrato e capace di esprimere il meglio dei settori classici, definibile come "quarto settore". Questo quarto settore che va definendosi è una delle chiavi dello sviluppo delle economie moderne: un ecosistema in grado di sviluppare nuove e innovative iniziative per massimizzare l’impatto delle rispettive competenze e rispondere in maniera efficace alle sfide dello sviluppo economico e sociale dei paesi avanzati.

  • Round Table - Sviluppo dei porti e crescita dei traffici e dei commerci

    Si è svolta lo scorso 30 settembre presso la suggestiva location di Palazzo San Giorgio a Genova la Tavola Rotonda organizzata da Fondazione ResPublica sul tema “Sviluppo dei porti e crescita dei traffici e dei commerci”, a cui hanno partecipato i principali stakeholders del settore portuale al fine di al fine di sviluppare soluzioni ai problemi emersi dall’Osservatorio Infrastrutture 2013 e relativi al settore portuale. Il contributo dei partecipanti ha permesso di stilare un primo elenco di proposte volte a snellire il sistema burocratico e rendere più competitivi i porti italiani. L’incontro è stato presieduto dal Capo della Segreteria Tecnica del Ministero per le Infrastrutture e Trasporti Enrico Seta.

  • Incontro con Maria Elena Boschi

    Il 29 febbraio 2016 il Ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento è intervenuto ad un incontro con Fondazione ResPublica sul tema: “Riforme strutturali: motori per la Crescita”. L’incontro che ha visto la partecipazione di numerosi imprenditori e manager dell’area lombarda si è tenuto nella prestigiosa cornice della Sala Azzurra di Palazzo Litta. Dopo l’intervento introduttivo che ha illustrato le principali riforme in corso dal Governo è seguito un lungo dibattito tra il Ministro e alcuni dei principali ospiti presenti.

  • Incontro con Andrea Camanzi

    Il 21 settembre la Fondazione ha incontrato il Presidente dell’autorità di Regolazione dei Trasporti, Andrea Camanzi. Il tema dell'incontro “Le sfide della regolazione economica indipendente dei Trasporti” ha delineato le strategie della neocostituita Autorità e i principali punti caldi del processo di regolazione e ha registrato la partecipazione di numerosi protagonisti ed esperti del settore infrastrutturale.

  • EIN Seminar - “The social agenda” - Brussels

    This seminar broadened the EIN’s work on the financial crisis by considering its social impact, focussing on employment and particularly on opportunities for the young and old. The opening address was given by Alain Lamassoure MEP, former French Minister for European Affairs; on the subject of ‘Mobility and freedom of choice: a real world agenda for European mobility’ based on a report he had submitted to President Sarkozy. Dirk Hudig, Chairman of EIN Working Group on Employment, Skills and Human Capital, spoke on ‘Job creation: Preparing for the Recovery: focusing on job creation and SMEs’. Johan Bortier, UNIZO, looked at the challenges faced by those in self-employment: Branislav Stanicek, Administrator RELEX, Committee of the Regions, addressed the question of the young generation whilst Philippe Brongniart, former Director General, Suez Group, considered the needs of older citizens. Gilles Dryancour, Director, Government relations, John Deere & Company, gave a stimulating and thought-provoking presentation on the need to reform social security systems. The meeting was closed by a keynote address by Jacques Barrot, Vice-President of the European Commission, on the efforts to pursue a society of progress for the individual in the face of the crisis.

  • “The audacity of hope” di Barack Obama - Recensione

    The Audacity of Hope, è il secondo libro di Obama e merita di essere commentato. Obama elabora con uno stile ed un ritmo pacato ed elegante, un’analisi profonda di quei temi che la politica statunitense, ma in realtà qualunque paese occidentale, è obbligata ad affrontare con urgenza. Descrizione Generale. Il libro si compone di un prologo, nove capitoli ed un epilogo. In totale 364 pagine di testo. I capitoli sono dedicati ai rapporti tra i Democratici e i Repubblicani, i valori come fondamento dell’azione politica(Values), la Costituzione politica statunitense (Our Constitution), il modo di fare politica (Politics), il concetto di “opportunità”, ad esempio economica, la fede religiosa (Faith) la razza (Race), la politica estera (The World Beyond our Borders), e la famiglia (Family).L’epilogo è dedicato a ricordare le circostanze del discorso che Obama ha pronunciato alla Convenzione Nazionale democratica nel giugno del 2004, impostato sul titolo di questo libro, qualcosa di simile all’“Audacia di Sperare”, discorso che ha provocato un enorme impatto.Obama spiega che l’origine di questo pensiero proviene da una cerimonia religiosa nel corso della quale il Reverendo J.A Wright lo utilizzò durante il sermone. Rassegna. The Audacity of Hope, è il secondo libro di Obama e merita di essere commentato.In precedenza aveva pubblicato Dreams from My Father. Obama elabora uno stile ed un ritmo pacato ed elegante, un’analisi profonda di quei temi che la politica statunitense, ma in realtà qualunque paese occidentale, è obbligata ad affrontare con urgenza. Il prologo sembra indicare che ci troviamo davanti ad un libro destinato solo a farci conoscere il personaggio, a creare nel lettore un limpido profilo di artista e ragazzo, mentre in realtà stiamo leggendo un opera di profonda riflessione politica, grave ed essenzialmente onesta e pertinente. Se qualcosa può spiegare la focalizzazione di Obama, è la totale assenza di semplicità o di manicheismo, salvo in qualche concessione occasionale su alcuni temi che, senza dubbio, sono eccezionali ed occupano un posto molto periferico nello svolgersi degli argomenti. Si tratta, seriamente, di un libro scritto, anzi molto ben scritto, da un democratico, ma da un democratico né dogmatico né ingenuo, che non ostenta nessuno dei vizi intellettuali o morali che possono risultare odiosi per un repubblicano. Il pensiero di Obama è complesso, serio e sofisticato, ed il personaggio può essere descritto non come un centrista o moderato, ma come prudente e riflessivo. Può essere inevitabile pensare che si tratti di un atteggiamento accuratamente disegnato per favorire un avvicinamento dell’elettorato più esigente, però esiste un ragionamento che precede le prese di posizione del Senatore che in nessuna maniera può definirsi superficiale in nessuno degli argomenti trattati.Obama è favorevole ad accettare il diritto all’aborto e si è opposto alla guerra in Iraq, però se non fosse per questi due temi, che sono gli unici che potrebbero creare uno scontro ideologico rispetto alla politica e ai principi generalmente promossi dalla nostra Fondazione, si può parlare di un pensiero tipicamente democratico, esclusi alcuni di una posizione equivalente a quelli della sinistra italiana. Obama ritiene che i valori dello sforzo, del merito e la ricompensa ottenuta devono essere il fondamento della politica e le politiche, è favorevole a riformare i programmi di attenzione sociale e di rivedere il concetto di discriminazione positiva se non addirittura di sradicarlo; crede che la religione sia un aspetto essenziale nella vita di qualunque paese civile e debba essere rispettata ed apprezzata secondo una linea che ricorda molto quella di N. Sarkozy; realizza un disegno di politica estera statunitense che si basa esattamente sui principi che ispirano le posizioni neocon, nonostante il linguaggio sia diverso. Obama non esclude gli interventi preventivi né l’unilateralità, anche se preferisce la multilateralità; richiama l’attenzione sui limiti dell’ONU come assemblea utile, e sulla sua scandalosa tendenza alla corruzione, e precisa che la minaccia del megaterrorismo non è una invenzione di Bush o dei suoi falchi, ma un grave problema che va affrontato seriamente e subito. Crede che il discorso di Bush che lega la sicurezza degli Stati uniti a quella del resto del mondo sia essenzialmente corretto e che l’isolamento non sia una semplice opzione. Si dichiara inoltre moderatamente ammiratore di Reagan. Richiede una riforma scolastica che renda prestigio agli educatori e alla cultura, conosce il limite del protezionismo economico e ritiene sia necessaria l’apertura reale dei mercati internazionali; è cosciente degli enormi problemi che può creare una immigrazione non regolamentata, e stabilisce che, nonostante ciò che affermano i suoi compagni di partito, la cui forma critica frequentemente, lo Stato del Welfare debba essere profondamente riformato perché sia vivibile e giusto.I suoi ragionamenti sui vantaggi della globalizzazione sono perfettamente chiari. Nel corso del libro si possono trovare temi sui quali Obama non è abbastanza profondo: il caso di Terry Schiavo, la parzialità dei media, le ragioni della guerra in Iraq, i motivi del degrado della vita pubblica americana, il matrimonio tra omosessuali, l’impatto reale dei cambiamenti climatici e altri.Nonostante ciò, Obama è molto lontano dalla letteratura divulgativa, ed una sorprendente maggioranza delle sue idee e dei suoi valori politici possono perfettamente essere assunti come basicamente corretti per un liberalismo moderato e cosciente della straordinaria complessità dei problemi che deve affrontare l’Occidente. E’ in ogni caso un uomo con cui si può lavorare e probabilmente arrivare a degli accordi. Inoltre nel libro ci sono altre due virtù. La prima è una riflessione di fondo prudente e moderata sui principi fondamentali dell’ordinamento liberal-democratico, che abbastanza di frequente si avvicina tra quelli che sono i nostri e quelli della social-democrazia. Questa riflessione merita di essere situata tra le più meritevoli di questa analisi. Obama è fin troppo preoccupato dalla libertà positiva – la capacità di prendere parte ai fatti pubblici- però non è pensabile che un Senatore Afro Americano prescinda da questo tema. Il suo merito è che esclude e condanna ogni vittimismo razzista, senza per altro negare la tragica verità della segregazione. Questo pensiero nasce da una innegabile conoscenza della storia delle idee politiche. La seconda virtù è l’intimità con cui molto spesso si mette a nudo di fronte al lettore. Obama parla della sua fede, delle sue paure, della sua famiglia, di suo padre assente e di sua madre morta di cancro, per rendere pubbliche le ragioni profonde della sua vocazione politica, senza che sia percettibile alcun autocompiacimento nel sentimentalismo. Obama si mostra come uomo e come politico, in modo che a prescindere dalle divergenze ideologiche che si possono avere verso il suo pensiero, si guadagna il rispetto dei lettori. The Audacity of Hope , è un libro che vale la pena di leggere, per i contenuti, e che si pensa sarà necessario conoscere se, come molti prevedono e sperano, Obama vincerà le elezioni.

  • Seminario sul contesto politico ed economico - Cadenabbia

    L’incontro del 21-22 settembre scorso a Villa Adenauer si è aperto sulla constatazione che nell’attuale fase politica vi è un chiaro logoramento nell’esercizio del potere da parte del Governo centrale, il che finisce per erodere le basi della democrazia rappresentativa. In tale contesto, l’economia è sempre meno l’elemento discriminante all’interno della dialettica politica italiana. In larga parte ciò è dovuto alla comunanza delle agende economiche comuni nei vari Paesi UE che, nonostante alcune perduranti differenze di fondo, esclude alla radice che il confronto politico possa davvero interessare modelli economici tra loro alternativi. Etica ed Economia. È difficile, ad esempio, che oggigiorno si ritrovi una formazione politica capace di definirsi sinceramente antiliberista, salvo casi drastici che tuttavia si collocano ai margini del dibattito politico. Se in più si aggiunge che la crescita economica da diverso tempo è comunque contenuta, è evidente che non sarà nell’economia che si potrà trovare il vero discrimine politico, quanto in visioni profonde della società. Volendo catturare in una formula l’intero fenomeno, si potrebbe dire: meno materia e più spirito. Evocando paradigmi storico-culturali, la partita si gioca tra Parigi e Roma. Come a significare una contrapposizione tra razionalismo “illuminista” e spiritualità cristiana, in un confronto sui principali temi che compongono una visione della società. Oppure ancora tra Londra e Roma, enfatizzando una visione mercatista (quella anglosassone) e una visione spiritualista (quella romana). È importante la quantità di potere necessaria per introdurre termini complessi. La dividente è nel momento dei valori: “se hai valori fai l’Europa Politica”. Nel soffermarsi sulla dialettica tra spiritualità ed economia, occorre peraltro affrontare quella che a lungo – e a torto – è stata considerata un’antinomia tra economia da una parte e morale dall’altra. L’antinomia, tuttavia, è solo apparente, poiché è il frutto di un duplice errore alquanto diffuso. L’antinomia è falsa sul piano storico, visto che l’economia nasce abbracciata all’etica negli ambienti della neoscolastica cristiana. E lo è sul piano concettuale, perché è falsa l’idea che l’economia contenga una polarità, e che quest’ultima sia in contrasto con la morale. Il disamoramento per la politica – oltre che analizzando la crescente complessità e codificazione del suo linguaggio – si può spiegare sciogliendo l’apparente antinomia tra etica ed economia. La disaffezione è infatti riconducibile, da un lato, alla riduzione dell’azione politica al tentativo materialista di soddisfare istinti, bisogni e passioni dell’uomo, tralasciandone la sfera spirituale; dall’altro, alla scarsa efficacia con cui, in ogni caso, tali istinti bisogni e passioni sono soddisfati. Ciò tradisce le aspettative nella politica, generando una crisi di sfiducia. Una scelta politica potrà quindi dirsi “immorale” se il mezzo utilizzato per risolvere il problema è inappropriato in questa duplice prospettiva. Tuttavia, sfugge ancora l’esatta composizione dei potenziali interlocutori. Tra questi, le statistiche e la realtà empirica ci rivelano che, accanto alla classe media che rappresenta i tradizionali valori familiari è presente, in misura crescente, una nuova realtà sociale che privilegia un approccio “nucleare”, individualista ed edonista. Occorrerà dunque guardare anche a tale realtà sociale, per interpretarne nella maniera più adeguata le esigenze. In particolar, se la partita – dunque – si gioca sul piano dei valori, occorrerà sviluppare sempre più forme di “privato sociale”, e coinvolgere i singoli operatori economici nelle questioni etiche di fondo, con un approccio che veda al centro il concetto di libertà in termini di responsabilità individuale e relazione del singolo con la società. Scenario economico attuale e Finanza pubblica. La situazione economica attuale, dipinta a tinte fosche sui giornali, è la risultante di fattori noti: i cambiamenti strutturali indotti dall’introduzione dell’Euro, l’allargamento a Est della UE, l’affermazione di Cina e India, gli sviluppi rapidissimi dell’informatica e – specificità italiana – l’assenza di comunicazione con un sindacato in parte ancora arroccato su posizioni ideologiche e anti-storiche. Come considerazione di fondo, quando le analisi ufficiali si soffermano sul PIL italiano, questo offre peraltro un’immagine in parte riduttiva della nostra economia, visto che il ruolo delle “holding”, e delle “trading companies” di gruppi italiani all’estero non è preso in considerazione. Anche le dinamiche di produttività delle circa 600 medie aziende che rappresentano la struttura di fondo del nostro sistema industriale sono buone. Più in generale, sul fronte dell’occupazione la nostra economia si caratterizza per una bassa disoccupazione mentre le note dolenti arrivano dal fronte della produttività, in particolare dal costo del lavoro per unità di prodotto, appesantito da norme comunitarie sull’orario di lavoro e sulla regolazione a termine che non sono recepite correttamente. Quanto alla crisi “subprime” di questi giorni, è vero che lo scopo di larga parte delle cartolarizzazioni di cui si legge sui giornali è la parcellizzazione del rischio di credito. Questo però non toglie che gli operatori bancari hanno perso la capacità di valutare correttamente il credito stesso, e che questo fenomeno stia creando grossa sfiducia sui mercati finanziari (fino a poco fa cosciente unicamente dei maggiori interessi su titoli cartolarizzati, ma non dei maggiori rischi a questi connessi) e tra gli stessi operatori finanziari. In questo momento, è inoltre alquanto spiacevole l’abitudine di questo governo di ritoccare stime deliberatamente fatte in maniera pessimistica, in modo da sfruttare l’”effetto tesoretto”: così facendo non si dà un quadro attendibile di come le cose stanno davvero. Il governo sta approntando alcuni “pacchetti” per accattivarsi interlocutori differenti: pacchetto IRES per le imprese (che, pur avendo alcuni elementi condivisibili come la razionalizzazione dell’imposizione sui redditi, finirebbe per auto-neutralizzarsi per colpa dell’allargamento di base imponibile), due pacchetti “famiglia” (quello Bindi e quello del governo), pacchetto “welfare” (finanziato dall’aumento contributivo a carico dei lavoratori parasubordinati).

  • KAS Seminar - Energia rinnovabile e potenzialità dei Paesi in via di sviluppo - Brussels

    La Konrad Adenauer Stiftung organizza a Bruxelles un seminario articolato in due sessioni: 1) Una politica per l’energia rinnovabile tra interessi nazionali e europei e responsabilità globali; 2) Potenzialità e benefici dell’energia rinovabile per i Paesi in via di Sviluppo. 13:45 - 14:00 Welcome and Opening Remarks: - Dr. Gerhard Wahlers (Head of Department of International Cooperation, Konrad-Adenauer-Stiftung); - Ambassador Ortwin Hennig (Vice President and Head of Conflict Prevention Program, EastWest Institute). 14:00 - 15:00 Keynote Speeches: - Mr. Andris Piebalgs (EU Commissioner for Energy); - Dr. Peter Paziorek (Parliamentary State Secretary at the German Federal Ministry of Food, Agriculture and Consumer Protection). 15:00 - 16:30 Session 1 “Renewable Energy Policy of the European Union – Between National/European Interest and Global Responsibilities”: - Herbert Reul (MEP, European Parliament, Committee on Industry, Research and Energy); - Professor Stefan C. Krauter (Chairman, World Council for Renewable Energies Board Member, International Solar Energy Society); - Eric Tang (Policy Officer, Energy and Environment, DG Environment, European Commission); - Simon Worthington (Environmental Senior Policy Adviser, BP Europe); 17.00 - 18:30 Session 2 “Potential and Benefit of Renewable Energy in Developing Countries”: - Nick Mabey (Chief Executive “E3G” (Third Generation Environmentalism), Senior Advisor in the British Prime Minister’s Strategy Unit); - Eric Usher (Head of Renewable Energy Finance at UNEP’s Energy Branch Paris/France); - Professor Mamadou Mansour Kane (Director of the Center of Renewable Energy, Dakar/Senegal); - Professor Weber Antonio Neves Do Amaral (Director of the Brazilian Biofuels Program, Piracicaba/Brazil); - Dr. V.V.N. Kishore (Senior Fellow, The Energy and Resource Institute (TERI), New Dehli/India). 18.30 - 19:00 Conclusions: - Dr. Peter Weilemann (Director of the Konrad-Adenauer-Stiftung’s European Office Brussels); - Dr. Greg Austin (Director for Policy Innovation and Acting Director, Global Security Programme, EastWest Institute).

  • EIN Summer University 2006 - Lione

    the European Ideas Network is the open pan-European think tank established in 2002 by the EPP-ED Group in the European Parliament. The network brings together politicians, businessmen, academics, think tankers, journalists, policy advisers and outside experts, to discuss some of the major issues facing Europe today. It also coordinates the joint activities of over forty national think tanks and political foundations across the European Union. The EIN’s traditional Summer University – now in its fifth year – offers a private forum for detailed policy discussion, operating through working groups and plenary sessions, where active debate and free exchange of views are the order of the day. It will be preceded by our third European Ideas Fair: a public forum to show-case speeches on forward-looking themes by leading political and intellectual figures, with roundtables on “Globalisation: Facing the Asian Challenge” and “The European Agenda for Revival”. A variety of major international speakers will be contributing to the meeting.

  • News - Il braindrain in Italia

    Secondo una ricerca di Sascha O. Becker, Andrea Ichino e Giovanni Peri, il contenuto di capitale umano che emigra dall’italia è aumentato significativamente nel corso degli anni Novanta. Questo è ancora più significativo se si considera che i laureati che emigrano sono quadruplicati dal 1990 al 1998. Alla fine degli anni 90, tra il 3 e il 5% dei neolaureati è andato all’estero. Se in Italia è accentuato il fenomeno del Brain Drain, negli altri Paesi dell’UE è più frequente il ”brain exchange”. Tra i risultati della ricerca: una tendenza durante gli anni 90 di crescita di emigrazione dei giovani (meno di 45 anni) e di persone delle regioni del Nord Italia.

  • Incontro Junior Fellows con Giuseppe Vegas, Laura Ravetto e Roberto Testore

    Il 22 giugno 2009, ospiti dello studio Pavia-Ansaldo, si è svolta la prima serata degli incontri del gruppo degli Junior Fellows di ResPublica, composto da selezionati giovani manager e professionisti. Ospiti della serata il Viceministro dell’Economia e delle Finanze On. Giuseppe Vegas, l’On. Laura Ravetto. responsabile nazionale del settore Comunicazione, Immagine e Propaganda del Partito del Popolo della Libertà e presidente della delegazione italiana presso l’assemblea parlamentare dell’iniziativa centro-europea, e l’Ing. Roberto Testore, Amministratore Delegato di Pantheon Corporate Consultants e di Industria e Sviluppo e già Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato. Tema della serata: “Cercare un modello competitivo per il Paese nel contesto internazionale post-crisi”. Durante l’incontro si è dibattuto in particolare sul tema della meritocrazia e dell’importanza di sostenere giovani preparati come rimedio alle difficoltà del Paese.

  • Seminario - Lombardia e Veneto: due modelli di sanità pubblica a confronto

    Giancarlo Ruscitti (Segretario regionale Sanità e Sociale della Regione Veneto) e Carlo Lucchina (Direttore Generale Sanità della Regione Lombardia) si sono confrontati in un incontro organizzato dalla Fondazione ResPublica sui temi del federalismo e dell’efficienza nel sistema sanitario nazionale e regionale. Lombardia e Veneto rappresentano due regioni virtuose nell’ambito della sanità e sono tra quelle che hanno tratto i maggiori benefici dalla devolution iniziata negli anni ’90. Il sistema veneto si è strutturato in maniera da garantire un’elevata capillarità di interventi sul territorio, puntando in particolare sul coinvolgimento dei comuni. Al fine di un’ottimizzazione delle procedure e delle spese, la gestione di alcuni processi avviene a livello regionale attraverso un approccio collaborativo tra gli enti coinvolti. Il sistema lombardo possiede una caratteristica unica, ossia da circa dieci anni divide l’erogatore del servizio dal programmatore dello stesso. Anche in questa regione vi è una collaborazione con i comuni ed è sempre più difficile individuare il confine tra l’assistenza sanitaria e quella sociale. La Lombardia privilegia la libertà di scelta del cittadino di individuare la struttura migliore, pubblica o privata, per la propria salute. A livello nazionale, la situazione dei sistemi sanitari è decisamente eterogenea (un esempio è il diverso livello d’informatizzazione delle procedure) e le sfide che le regioni sono chiamate ad affrontare sono molteplici, a cominciare da un efficiente sviluppo delle capacità gestionali e di management.

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