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- News - Le conclusioni del Consiglio Europeo di primavera
Il Consiglio europeo tenutosi a Bruxelles il 19 e 20 marzo 2009 ha espresso fiducia nella capacità dell’UE di affrontare la crisi economica e finanziaria. Nel riesaminare lo stimolo di bilancio consistente ora versato nell’economia dell’UE (superiore a 400 miliardi di euro) ha sottolineato che l’azione concertata e il coordinamento sono parte essenziale della strategia di ripresa dell’Europa e che l’Europa farà tutto il necessario per rilanciare la crescita. Ha altresì rilevato che il mercato unico è fondamentale nel rendere la recessione più breve e meno grave. Nell’evidenziare la necessità di far sì che il flusso di prestiti torni a scorrere verso le imprese e le famiglie, ha convenuto di accelerare l’accordo sulle proposte legislative nel settore finanziario attualmente in esame. In giugno, il Consiglio europeo adotterà le prime decisioni per rafforzare la regolamentazione e la vigilanza nel settore finanziario dell’UE, sulla scorta delle proposte della Commissione e in seguito a discussione approfondita in sede di Consiglio della relazione de Larosière. Sulla base dell’esperienza maturata dall’UE e desideroso di contribuire considerevolmente a ridisegnare la futura governance internazionale del settore finanziario, il Consiglio europeo ha definito la posizione dell’Unione in vista del vertice del G20 di Londra il 2 aprile. Il Consiglio europeo è tornato sulla questione della sicurezza energetica: ha convenuto specificamente orientamenti volti all’istituzione di un meccanismo di crisi per far fronte alle interruzioni degli approvvigionamenti. Ha progredito nei preparativi della conferenza di Copenaghen sui cambiamenti climatici. Ha infine concordato una dichiarazione intesa ad avviare il partenariato orientale.
- Incontro con Carlo Andrea Bollino
Il 15 luglio Carlo Andrea Bollino, Presidente di GSE, Gestore Servizi Elettrici, è intervenuto presso la Fondazione sul tema “Fonti energetiche rinnovabili per nuova energia”. Il relatore ha descritto l’assetto e le attività principali di GSE, soffermandosi sui meccanismi di incentivazione per le energie rinnovabili. Si è analizzato lo stato dell’arte di questa tipologia di fonti energetiche in Italia e i suoi prossimi sviluppi. Infine, è stata considerata la nuova politica dell’Unione Europea nel campo dell’energia con i suoi obiettivi strategici e si è esaminato il posizionamento italiano all’interno del panorama comunitario.
- News - Gli europei favorevoli a una più stretta cooperazione con i paesi vicini
Un sondaggio condotto da Eurobarometro per la Commissione europea conferma che una maggioranza significativa dell’opinione pubblica nell’UE approva l’impegno volto a intensificare la cooperazione tra l’Unione e i paesi vicini. In massima parte i partecipanti al sondaggio ritengono importante collaborare con i paesi vicini nel campo della lotta contro la criminalità organizzata e il terrorismo, dello sviluppo economico, dell’immigrazione, della democrazia, dell’istruzione e della formazione. La maggior parte degli europei ritiene che l’aiuto dell’UE ai paesi vicini possa contribuire a diffondere la pace e la democrazia oltre le frontiere dell’Unione, e circa la metà pensa che i paesi vicini, siano effettivamente disposti a cooperare con l’UE per attuare riforme interne. Le principali conclusioni del sondaggio sono le seguenti. L’ampia maggioranza dei partecipanti ritiene importante, o molto importante, cooperare con i paesi vicini nei seguenti settori: lotta contro la criminalità organizzata o contro il terrorismo (89%); ambiente edenergia (86%); sviluppo economico (85%); democrazia (82%); istruzione e formazione (81%); immigrazione (71%); L’opinione pubblica è largamente favorevole anche agli aspetti politici della PEV: il 73% degli intervistati ritiene che l’Unione possa contribuire a promuovere la democrazia nei paesi vicini; il 67% reputa che aiutando questi paesi diminuisca il rischio di guerre e conflitti in Europa; il 62% è del parere che una stretta collaborazione possa ridurre l’immigrazione illegale; Per quanto riguarda il rapporto costi/benefici, la netta maggioranza dei partecipanti al sondaggio (61%) ritiene che la cooperazione fra l’Unione e i paesi vicini possa apportare vantaggi a entrambe le parti, ma il79% è preoccupato per i costi. Il 61% pensa che favorendo la prosperità dei vicini si aumenti anche il benessere dell’UE, e il 74% è del parere che ciò permetterà alle imprese europee di espandersi su nuovi mercati. Peraltro, il 45% teme che promuovendo riforme nei paesi vicini si metta in pericolo la pace e la stabilità nell’UE; La conoscenza della politica europea di vicinato è aumentata rispetto all’anno scorso (un intervistato su cinque ne ha sentito parlare).Nel corso del sondaggio sono state condotte 27 000 interviste, fra il 25 maggio e il 30 giugno 2007, nei 27 Stati membri dell’UE.
- Incontro con Roberto Arditti
In vista delle prossime consultazioni elettorali, Roberto Arditti, direttore editoriale de “Il Tempo”, è intervenuto il 16 marzo sul tema “Elezioni: istruzioni per l’uso”. L’incontro è stata l’occasione per commentare la campagna elettorale in corso. Una campagna anomala in quanto condotta in un clima in cui la sfera pubblica e quella privata sono state oggetto di interesse mediatico anche in assenza di vicende giudiziarie rilevanti. Si è inoltre parlato di grandi temi che necessiterebbero di un profondo dibattito politico e che sono invece messi in secondo piano a causa degli scoop che dominano la scena mediatica. Tra di essi vi sono le condizioni del Nord e del Sud Italia, che, pur con problematiche diverse, si trovano ad affrontare le complesse conseguenze della crisi economica. L’economia italiana deve ripartire dalle PMI e dall’industria manifatturiera. I prossimi tre anni di legislatura, afferma Arditti, prevedendo pochi momenti elettorali, potrebbero essere decisivi per le riforme strutturali per la competitività del nostro Paese. L’informazione dovrà facilitare il dibattito costruttivo tra maggioranza e opposizione.
- Incontro con Giuseppe Bonomi
Il 15 giugno si è tenuto un incontro con Giuseppe Bonomi, presidente di SEA, sul tema dello sviluppo del sistema aeroportuale in Lombardia. Le operazioni di diversificazione conseguenti alle vicende Alitalia hanno infatti portato a importanti cambiamenti per SEA. Nonostante l’annus horribilis cominciato nel marzo del 2008 con il de-hubbing di Alitalia, la società ha varato un importante piano di investimenti autofinanzati per gli aeroporti in sua gestione. Malpensa ospita oggi la prima base europea della compagnia low-cost EasyJet e ha stretto un forte accordo con Lufthansa che, da parte sua, ha consolidato la strategia multi-hub in Europa. Varie sono le questioni vincolate allo sviluppo aeroportuale in Lombardia, tra queste il rafforzamento infrastrutturale per agevolare il traffico verso Malpensa, la rinegoziazione dei diritti di traffico sulle lunghe tratte e il destino dello scalo di Linate. A livello internazionale è evidente la tendenza a investire molto negli aeroporti: appare così impensabile decidere di dismetterne uno importante come Linate (terzo aeroporto italiano).
- News - Relazione unificata sull'Economia e la Finanza Pubblica
Secondo la Relazione unificata sull'Economia e la Finanza Pubblica presentata dal Ministro Giulio Tremonti, il quadro di finanza pubblica impostato e stabilizzato nel luglio scorso con la “Legge finanziaria triennale”, conferma la sua tenuta. Il successivo deterioramento dei principali rapporti (deficit e debito/PIL) non è dovuto a scelte di politica economica ma a cause economiche esterne. In particolare, esso è dovuto alla crisi economica ed alla conseguente caduta dei gettiti fiscali. E’ stato ed è così anche negli altri grandi Paesi, europei e non solo europei, dove si è manifestato e si manifesta – in aggiunta – un incremento relativamente maggiore nella velocità di crescita della spesa pubblica dovuto alle esigenze di finanziamento dei massicci interventi quasi ovunque operati per salvataggi e sostegni bancari.
- Incontro Junior Fellows con Roger Abravanel
Il 5 maggio il Gruppo Junior Fellows di ResPublica ha incontrato Roger Abravanel presso lo Studio Pavia Ansaldo per discutere insieme di meritocrazia e regole. Prendendo spunto dai suoi due libri di grande successo, “Meritocrazia” e “Regole”, Abravanel ha fornito un’analisi delle principali cause per cui “il nostro paese non è stato capace di diventare una società post-industriale” e di competere nell’economia globalizzata. L’attuale stato di crisi dell’Italia, ha affermato il relatore, si deve ad un paradigma economico-sociale obsoleto in cui non riescono ad emergere due valori fondamentali per una società post-industriale di successo: la meritocrazia e il rispetto delle regole. E’ dunque necessario un processo di transizione in cui il sistema educativo svolga un ruolo chiave nel far emergere l’eccellenza nelle nuove generazioni.
- Seminario - The EU as a global player between economic power and global responsibility
Among the activities for Europe’s Voice Workshop – United for the G8 Youth Summit, a panel discussion takes place in Bocconi University with: Barbara Klaus, Vittorio Carlini, Vincenzo Galasso, Stefano Riela and Maarten Veeger. The main topic of the discussion is “The EU as a global player-between economic power and global responsibility”. EUrope’s Voice takes place between the 12th and 15th March 2009 in Milan, welcoming 50 students from the four European G8 delegations. The aim of the workshop is to discuss common goals and to develop, where possible, a shared position of the European members in the G8. The discussions amongst the students will be complemented by several lectures and panel discussions of representatives from political institutions and NGO’s. The meeting is supported by the European Commission’s Youth in Action programme.
- Incontro con Isabella Bruno Tolomei Frigerio
In questi tempi di crisi si dibatte molto sul ruolo anticiclico e antirecessivo degli investimenti infrastrutturali. Isabella Bruno Tolomei Frigerio, presidente di Ferfina, holdig di Condotte d’acqua, fa il punto sulla situazione italiana, riflettendo sugli aspetti più critici e avanzando alcune proposte. Se attraverso gli investimenti in infrastrutture è possibile invertire il trend recessivo dell’economia nazionale e mondiale, il problema reale per il nostro Paese è far partire nel breve periodo le opere e i cantieri, operazione spesso difficile e rallentata dalle procedure. Al fine di velocizzare l’iter è possibile quindi puntare su una semplificazione delle procesure stesse, su una maggiore attenzione ai costi effettivi, sul mantenimento dell’arbitrato in caso di contenzioso tra imprese e amministrazione, su una efficace gestione del consenso e su una revisione delle procedure di gara per garantire una coerenza di costi e di competenze. Per far partire subito le opere il rimedio è fornire subito “benzina” al sistema attraverso molteplici strumenti di reperimento delle risorse. Tuttavia, se ad una crisi globale bisogna rispondere in maniera coordinata, bisogna considerare che negli Stati Uniti si stanno attuando grandi piani utilizzando fondi pubblici, mentre i paesi europei tendono ancora a focalizzarsi maggiormente sull’equilibrio di bilancio e sul rispetto dei parametri comunitari.
- EIN/CDA Seminar - Healthcare Systems and demographic change - L'Aia
European Ideas Network (EIN) e la Fondazione del partito Christian Democratic Appeal (CDA) hanno organizzato, per il 2 maggio a l’Aia presso la Societeit de Witte, una giornata di lavoro sull’organizzazione dei sistemi sanitari e sul cambiamento demografico e immigrazione. Hanno partecipato: – James Elles (MEP, Chairman, European Ideas Network); – Joseph Daul (MEP, President, EPP-ED Group at the European Parliament); – Lianne Dekker (Président, CDA); – Jan-Peter Balkenende (Dutch Prime Minister); – Corien Wortman-Kool (MEP, EPP-ED Group); – Evert Jan van Asselt (CDA Scientific Institute); – Johan Hjertquist, Chairman, Health Consumer Powerhouse,Brussels; – Peter Linton (Chairman, BKSH-Burson Marsteller Europe); – Pieter Omtzigt, Member of the Second Chamber, Dutch Parliament; – Elizabeth den Otter, CDA Scientific Institute; – Martijn Lampert , ResearchDirector, Motivaction; – David Coleman, Professor, Oxford University; – Jean-Pierre Chamoux, Professor, University Paris-V.
- Incontro con Ferruccio De Bortoli
Lunedi 23 maggio Fondazione ResPublica ha ospitato Ferruccio De Bortoli sul tema “Debito Pubblico. Che fare?”. Il titolo dell’incontro, che prendeva spunto da un recente editoriale del Direttore De Bortoli, ha permesso di indagare sulle cause della crescita dell’enorme debito pubblico e di discutere con i soci su possibili soluzioni e politiche per ridurre questo pesante fardello che insiste sulle future generazioni e vincola le prospettive per l’Italia.
- "Bugie e verità - La ragione dei popoli". Il nuovo libro di Giulio Tremonti in libreria dal 25 marzo
“È stato come se cinque grossi camion, pur partiti in tempi diversi, fossero alla fine tutti insieme venuti a passare su di uno stesso ponte, già per suo conto pericolante: la ‘democrazia del deficit’, origine, a partire dagli anni Settanta, del terzo debito pubblico del mondo, la nostra maledizione nazionale; la decostruzione-privatizzazione dello Stato, con la creazione a fianco dello Stato di uno ‘Stato parallelo’ ancora più grande, costoso e paralizzante; il folle cumulo del decentramento amministrativo e del federalismo costituzionale; la forzatura sui tempi e sui modi dell’ingresso dell’Italia nell’euro; infine la globalizzazione. Nell’agosto-novembre 2011, mossa da enormi interessi esteri, una ‘quinta colonna’ ha infine minato il pilone portante di quello stesso ponte. Oggi in Italia non si compra, non si assume, non si investe. Una volta, a fianco dei costi c’erano anche i ricavi, oggi ci sono solo i costi. In queste pagine si formulano molte proposte concrete, come per esempio il ‘rimpatrio’ del debito pubblico, libera impresa in libero Stato, una fiscalità avveniristica nella sua semplicità. Ma tutto ciò potrà realizzarsi solo se il Paese saprà riappropriarsi della sua sovranità nazionale, eleggendo un governo che sia espressione di una vasta maggioranza popolare e perciò abbastanza forte da compiere, senza avventurismi e senza traumi, i passi necessari per ridare ai cittadini fiducia nel presente e speranza nel futuro” (Giulio Tremonti).









