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  • Incontro con Marta Dassù

    Si è tenuto lo scorso 29 settembre l’incontro con Marta Dassù, già Sottosegretario e Vice Ministro degli Esteri nei Governi Monti e Letta. L’incontro, incentrato sulla crisi ucraina, ha posto l’accento sui possibili sviluppi della situazione geopolitica nell’Europa orientale e sulle ricadute possibili verso l’Italia, sia dal punto di vista economico che delle relazioni estere. Particolare attenzione è stata posta durante l’incontro alle tematiche energetiche e alle conseguenze della crisi ucraina sui costi delle principali fonti energetiche.

  • Presentazione Report Osservatorio Infrastrutture e Competitività 2013

    Lunedì 8 luglio si è svolta a Roma presso l’Auletta dei Gruppi della Camera dei Deputati la presentazione del Rapporto Infrastrutture e Competitività 2013 “4 nodi strategici" delle Fondazioni Astrid, Italiadecide e ResPublica alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi, del Governatore della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serrachiani e del Governatore della Regione Liguria Claudio Burlando. Il rapporto è articolato in 4 temi: la partecipazione dei privati al finanziamento delle opere pubbliche; la valutazione delle politiche pubbliche in materia di infrastrutturazione; la fase propedeutica all’aggiudicazione delle opere pubbliche; lo sviluppo dei porti e la crescita dei traffici e dei commerci. Il tema dedicato allo sviluppo dei porti e alla crescita dei traffici e dei commerci, coordinato da Fondazione ResPublica, ha voluto introdurre un nuovo livello di proposta, orientato alla definizione di vere e proprie “strategie” trasportistiche. La crescita dei traffici marittimi non sarebbe di beneficio al solo settore portuale, ma costituirebbe un importante volano per la crescita della nostra presenza nei mercati dell’intera area europea. Purtroppo, oggi, a causa del nostro scarso controllo dei traffici, il trading mondiale delle merci si è stabilito nel Nord Europa. Il rapporto presenta proposte concrete per recuperare il ruolo dell’Italia nel mercantilisimo proponendo un recupero significativo dei traffici oggi serviti dai porti del Nord possibile ad infrastruttre esistenti, gia finanziate e/o disponibili entro l’orizzonte temporale del 2018. Per quanto concerne la partecipazione dei privati al finanziamento delle opere pubbliche, la ricerca ha evidenziato che all’evoluzione della normativa – che ha visto nell’anno di riferimento significative novità, quali l’introduzione nel nostro ordinamento dei “project bond” e di importanti misure di incentivazione e defiscalizzazione – non ha fatto riscontro, ad oggi, un altrettanto significativo miglioramento dei risultati. “Mancano ancora – è scritto nel rapporto – una buona parte delle misure di attuazione, ma soprattutto pesano alcuni ritardi strutturali del nostro sistema: l’eccessivo rischio regolatorio e amministrativo, l’inadeguatezza tecnica di molte stazioni appaltanti, la complessità delle procedure decisionali e la sovrapposizione di competenze e responsabilità, la debolezza del modello centrale di supporto alle amministrazioni che intendono intraprendere un’operazione di partenariato cui si aggiunge, nella presente congiuntura, il prolungarsi della crisi finanziaria”. Nel capitolo dedicato alla valutazione delle politiche pubbliche in materia di infrastrutturazione del Paese e di contratti pubblici, la ricerca mette in luce il carattere “antiquato” della visione proceduralistica, che espone il decisore politico al rischio di produrre, invece che risultati, ulteriori procedure. E’ stato posto l’accento sullo strumento degli standard, delle griglie e delle procedure di valutazione ex post delle norme che il legislatore vara e che il Governo promuove: strumenti essenziali per non operare “al buio”. Altro tema, la “fase propedeutica” alla aggiudicazione delle opere pubbliche, viene sviluppato nel rapporto annuale in due direzioni. La prima riguarda criteri di valutazione ex ante dei progetti e di comparazione fra le alternative, al fine di radicare l’individuazione delle priorità e la gerarchizzazione degli interventi in un terreno più stabile, fatto di dati oggettivi e di scenari di domanda. La seconda direzione riguarda l’adeguatezza degli strumenti che consentono di collocare queste scelte in una programmazione di più ampia portata, che abbracci i flussi di merci e persone e le vocazioni dei territori in una visione non settoriale e non emergenziale. Si tratta – secondo la ricerca – di valorizzare pienamente quanto in materia trasportistica é stato realizzato a livello europeo con il lavoro sulle reti (e i nodi) TEN-T. Sede di Milano - Via Antonio Beretta, 6 - 20121 Milano - tel.: (+39) 02 8646 2364/2367 - fax: 02 8646 2193 - Credits

  • Transport Attachés Trip - Rome

    Delegations are warmly invited to attend the Transport Attachés Trip organised by the Italian Ministry of Infrastructures and Transport. Some best practices related to the Italian Transport Agenda of the Semester will be presented; it will be also a good opportunity to get a taste of the Roman cultural heritage. The trip will take place in Rome from Monday 28th July to Friday 1st August 2014. Further information and the detailed programme: http://www.mit.gov.it/mit/site.php?p=italrap

  • Incontro con Piero Gastaldo

    La Fondazione incontra Piero Gastaldo, Segretario Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo, per discutere del tema “Le Fondazioni: dopo le banche, lo sviluppo?”. L’incontro ha affrontato il tema dell’evoluzione del ruolo delle Fondazioni nell’attuale contesto economico italiano.

  • News - “A credible foundation for long term international cooperation on climate change”

    Nell’aprile 2006, Warwick J. McKibbin (The Australian National University, The Lowy Institute for International Policy and The Brookings Institution) e Peter J. Wilcoxen (The Maxwell School, Syracuse University and The Brookings Institution) pubblicano un working paper dal titolo “A credible foundation for long term international cooperation on climate change” secondo il quale per ridurre le emissioni di diossido di carbonio, bisogna avere politiche con credibili incentivi di lungo termine per investimenti nel settore dell’energia e nella ricerca e sviluppo.

  • Convegno - Infrastrutture per lo sviluppo

    Le Fondazioni ResPublica, Astrid e Italiadecide organizzano un convegno dal titolo “Infrastrutture per lo sviluppo” che si svolgerà il 24 gennaio 2012 alle ore 9.00 a Roma presso l’auletta dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati in Piazza Montecitorio. Al convegno parteciperanno operatori, esperti, decisori politici con l’auspicio che il dibattito possa contribuire a definire una politica fondamentale per lo sviluppo del Paese quale quella volta alla realizzazione delle infrastrutture. È prevista la partecipazione del Vice Ministro Mario Ciaccia e del Ministro allo Sviluppo Economico e alle Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera. Scarica i documenti dei tavoli di lavoro svolti dalle Fondazioni Astrid, ResPublica e Italiadecide: Scarica le presentazioni del Presidente di ResPublica Eugenio Belloni e del Presidente di Italiadecide Luciano Violante:

  • Incontro con Enrico Vitali

    Enrico Vitali, membro del Comitato Strategico per il Ministero degli Affari Esteri, è intervenuto il 6 ottobre sul tema dei fondi sovrani come opportunità per il sistema-Italia. Esistono diverse tipologie di Fondi Sovrani, classificati ad esempio in base alla natura delle risorse investite. Vi sono fondi che utilizzano surplus di bilancio e fondi che utilizzano invece i proventi derivanti dalla gestione delle risorse naturali (petrolio, gas..) presenti sul territorio. Le differenze possono riguardare anche la destinazione degli investimenti in attività di breve o di lungo periodo. Il fondo del Kuwait, il primo ad essere creato, investe in attività di lunghissimo periodo, in grado di generare un ritorno per le future generazioni che non potranno disporre degli attuali proventi dell’attività di estrazione petrolifera. I fondi sovrani possono essere di volta in volta percepiti come un’opportunità, per le liquidità che possono apportare ai sistemi economici, o come un rischio, connesso alla cessione di quote di società nazionali a paesi esteri. Le opportunità fino a questo momento sembrano però aver superato i rischi. Il rischio maggiore riguarda infatti la possibilità che l’investitore estero non risponda a logiche economiche nella gestione dell’attività, ma piuttosto a logiche geopolitiche influenzate dai governi dei paesi di origine; rischio questo che non pare essersi mai verificato. Esistono tuttavia alcuni settori nei quali tale rischio è maggiormente sentito, settori come la difesa, le infrastrutture di trasporto e le reti energetiche settore dove una maggiore preoccupazione sull’influenza dei fondi sovrani appare legittima. Le possibilità di investimento da parte di fondi sovrani in Italia sono molteplici, ma difficilmente indirizzabili verso il sistema delle medie imprese e dei distretti. Le grandi infrastrutture rappresentano probabilmente gli ambiti più interessanti sia per l’entità dell’investimento sia in termini di duration. Alcuni settori tipici del Made in Italy potrebbero tuttavia costituire delle opportunità per i fondi sovrani a causa del prestigio dei marchi che rappresentano e della possibilità di poterli utilizzare nei paesi di origine (moda o case automobili). Esempi di successo in questo senso sono l’apertura del Guggenheim e del Louvre ad Abu Dhabi.

  • Seminario - Il principio di sussidiarietà per uno sviluppo integrale della persona

    L’8 maggio, presso il Circolo della Stampa di Milano, si è svolto il primo degli incontri del Forum Economia & Persona organizzato dal Centro Tocqueville – Acton con il patrocinio di Fondazione Cariplo. Tema dell’incontro, al quale hanno partecipato Giuseppe Guzzetti, Flavio Felice, Luca Volontè, don Mauro Inzoli e Ettore Gotti Tedeschi, l’importanza di sviluppare principi di sussidiarietà nella società odierna. Il principio di sussidiarietà si propone di risolvere, attraverso il ruolo attivo dei soggetti che sono parte della società civile, le difficoltà create nel settore privato da un comportamento prettamente egoistico e, nel settore pubblico, dalla centralizzazione illiberale del potere dello Stato. Alla base vi è la certezza che tra lo Stato impersonale e l’individuo abbandonato a se stesso si profili una prima linea di difesa rintracciabile nei “corpi intermedi”, come ad esempio la famiglia, le imprese, la scuola, le associazioni, le chiese, e che il loro spontaneo agire sia indispensabile per un equilibrato sviluppo della persona umana ed una più equa organizzazione politica economica, culturale e soprattutto giuridica, fondata sulla nozione di libertà integrale e di giustizia sociale. E’ quindi possibile riassumere il carattere di una società ordinata secondo il paradigma personalista liberale della sussidiarietà nell’affermazione che lo stato non deve avocare a se ambiti che invece appartengono a istituzioni di ordine inferiore, ma semmai sorvegliare che questi livelli, adempiano adeguatamente ai loro compiti e intervenire solo nel caso in cui essi non ce la facciano, prima per sostenerli, e solo dopo, qualora non riuscissero a rispondere ai bisogni, per sostituirli.

  • News - Dopo un 2009 difficile, l'economia dell'UE dovrebbe stabilizzarsi

    Secondo le previsioni di primavera della Commissione Europea, quest’anno il PIL nell’UE dovrebbe registrare una flessione del 4% e quindi in generale stabilizzarsi nel 2010. I fattori principali della recessione sono l’aggravarsi della crisi finanziaria globale, una forte contrazione del commercio mondiale e l’aggiustamento del mercato immobiliare che sta avendo luogo in alcune economie.Tuttavia, grazie agli effetti che le misure di stimolo fiscale e monetario cominciano a sortire, la crescita dovrebbe almeno in parte riprendere un andamento positivo nel corso del 2010. Il mercato del lavoro ne sarà gravemente colpito, con il tasso di disoccupazione che nel 2010 dovrebbe raggiungere l’11% nell’UE. Anche il disavanzo pubblico è previsto in netto aumento: dovrebbe infatti raggiungere il 7% del PIL nel 2010, rispecchiando sia il rallentamento economico che le misure discrezionali adottate per sostenere l’economia, in linea con il piano europeo di ripresa economica proposto dalla Commissione. Secondo Joaquín Almunia, Commissario per gli affari economici e monetari (nella foto): “L’economia europea attraversa la recessione più profonda e più estesa del dopoguerra. Ma le ambiziose misure adottate dai governi e dalle banche centrali in queste circostanze eccezionali dovrebbero fermare la caduta dell’attività economica quest’anno e consentire una ripresa l’anno prossimo. Per conseguire questo obiettivo dobbiamo procedere rapidamente con la rimozione degli “attivi deteriorati” dai bilanci bancari e ricapitalizzare le banche ove necessario”.

  • Incontro con Oscar Giannino

    Oscar Giannino è intervenuto presso la Fondazione per parlare dell’attualità economica e delle scelte politiche che ne sono conseguite. Interventi sempre più richiesti a partire da metà gennaio di quest’anno quando la crisi, scoppiata nel 2008 con il fallimento di Lehman Brothers, ha cominciato a riversare i suoi effetti sui debiti sovrani. In mancanza di regole internazionali, il cambiamento nelle aspettative di alcuni degli attori dominanti ha trascinato i mercati in una nuova fase di crisi. La Grecia, a causa della sua debolezza, è stato il primo Paese ad esserne colpito. Ma rapidamente il problema si è esteso a molte altri paesi dentro e fuori dall’Europa. Fino ad oggi, l’Italia ha saputo mantenere saldamente il rigore nei conti pubblici nonostante molte parti politiche, davanti alla crisi, avessero richiesto un aumento della spesa a sostegno delle classi sociali maggiormente colpite. E’ anche grazie a tale rigore che, a differenza di altri paesi, la nostra posizione macroeconomica appare relativamente solida rispetto alle preoccupazioni iniziali. L’Italia si sta altresì battendo in seno all’UE per una rivisitazione del criterio di valutazione della situazione finanziaria di uno Stato. Tale valutazione non può più basarsi unicamente sul rapporto Debito pubblico/Pil, ma deve aprirsi a considerare l’aggregato del debito totale – pubblico e privato – di un paese e la posizione sull’estero. Nell’andamento della crisi, un ruolo rilevante è giocato anche dalle difficoltà politiche che stanno attraversando i principali paesi dell’UE. La popolarità di leader come Zapatero, Merkel e Sarkozy è in forte calo, mentre Belgio e Paesi Bassi devono affrontare problemi legati alle minoranze separatiste. Solo la Germania ha preso consapevolezza del proprio ruolo nell’UE e, forte della solidità della sua posizione economica, cerca di dettare le regole del rigore fiscale anche agli altri paesi. Oggi che l’asse Parigi-Berlino sembra incrinatosi, l’Italia può aspirare ad un nuovo ruolo di mediazione nel contesto delle politiche economiche europee. Per quanto riguarda la situazione interna, osserva Giannino, la manovra finanziaria proposta dal Governo è stata giudicata positivamente dai mercati, ma non può essere la soluzione ai forti problemi strutturali dell’Italia. E’ quindi necessario trovare misure per trasferire parte del debito sul risparmio senza agire con un aumento delle imposte.

  • Infopoverty World Conference 2010 - Rivoluzione digitale per sconfiggere la povertà

    Il prossimo 18-19 Marzo a Milano si terrà la X edizione di Infopoverty sul tema: “Rivoluzione digitale per sconfiggere la povertà e raggiungere gli obiettivi di sviluppo del millennio e di Lisbona”. Si tratta di un evento co-organizzato da OCCAM e il Parlamento Europeo, le cui sessioni pomeridiane saranno in collegamento diretto via video conferenza con il Palazzo di Vetro dell’ONU. In occasione del suo decennale, Infopoverty World Conference 2010 intende approfondire le grandi tematiche collegate alla rivoluzione digitale analizzando i fenomeni che hanno profondamente cambiato la vita nell’ultimo decennio e individuando le opzioni aperte, da trasformare in reali opportunità per lo sviluppo sostenibile e il raggiungimento dei Millennium Development Goals e degli obiettivi di Lisbona. Sarà dedicata particolare attenzione al ruolo delle Organizzazioni internazionali e delle Istituzioni Europee che, anche tramite le ICT e l’innovazione, hanno dato un importante contributo alla ricostruzione sostenibile delle aree colpite da disastri naturali (quali lo tsunami del 2006 il terremoto dell’Aquila nel 2009 e quello di Haiti nel 2010). L’evento si terrà presso la Sala Consigliare di Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano. La prima sessione plenaria si aprirà con la proiezione di “Terzo° e Mondo”, uno dei cortometraggi più premiati nella storia del cinema, del regista Daniele Pignatelli. Il programma completo è disponibile su: www.infopoverty.net

  • Incontro con Giancarlo Lanna

    Il 18 novembre Giancarlo Lanna, presidente di Simest, è intervenuto presso la Fondazione facendo il punto sulle nuove prospettive finanziarie e gli strumenti di supporto per l’internazionalizzazione delle imprese. Siemest, società finanziaria pubblico-privata, promuove l’internazionalizzazione delle imprese italiane attraverso la partecipazione al capitale sociale e varie agevolazioni per gli investimenti all’estero. La società ha 537 partecipazioni acquisite, di cui attualmente 236 in essere, per un totale di 238 milioni di euro. Può intervenire in tutti i Paesi extraeuropei e fornisce servizi di assistenza tecnica e di consulenza professionale e gestione di strumenti agevolativi all’export. La partecipazione di Simest al capitale sociale delle imprese italiane che realizzano investimenti imprenditoriali all’estero può arrivare al 49% del capitale della società estera strategica per un massimo di 8 anni. L’alta tecnologia e sofisticazione dei prodotti italiani sono molto ricercate sia dai paesi sviluppati che da quelli in via di sviluppo: un esempio è rappresentato dalle macchine per l’industria di fabbricazione italiana che hanno conquistato ampi spazi di mercato a livello internazionale. Per incentivare e rafforzare queste presenze, Simest assiste in particolare le PMI attraverso finanziamenti a tasso agevolato. Simest è inoltre l’unico soggetto italiano qualificato per la gestione dei fondi NIF (Neighbourhood Investment Facility) stanziati dall’Unione Europea. Questi ultimi sono destinati ai paesi limitrofi alla UE per l’investimento in settori quali l’energia, l’ambiente, i trasporti e il sostegno alle PMI.

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