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Uberto Incisa di Camerana

La guerra della Russia contro l’Ucraina ha già prodotto cambiamenti storici inattesi sul quadro strategico europeo, in primis la richiesta di adesione di Finlandia e Svezia alla Nato. In secondo luogo, la Nato si rafforzerà tramite l’integrazione di forze armate nord europee bene addestrate.

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La Difesa e il ruolo della Nato in Italia: la Brigata di Supporto, il contrasto alla pandemia e altre considerazioni

lunedì 28 marzo 2022

durante l’emergenza pandemica…

Le immagini dei camion militari che a Bergamo portarono via le salme rimarranno tra i simboli della tragica storia del Covid-19. È uno dei diversi modi in cui le Forze armate italiane hanno fatto la loro parte nello sforzo collettivo del Paese per superare la fase emergenziale della pandemia, apre il dibattito il Gen. Incisa di Camerana.

La sanità militare è la componente dello strumento militare che più ha supportato le attività coordinate dalla Protezione Civile con diversi medici e infermieri  impiegati in numerosi ospedali italiani oltre alla fornitura di circa 6.700 posti letti negli ospedali militari. 

Importante è stato anche il contributo al trasporto urgente di pazienti, personale medico e macchinari sanitari. All’inizio dell’epidemia, in Cina venivano rimpatriati i connazionali anche tramite trasporti in bio-contenimento (completo isolamento per evitare il contagio). 

In seguito, le stesse modalità sono state applicate per gli spostamenti in Italia.

Il sostegno alle istituzioni civili in caso di emergenze nazionali è l’ultimo dei compiti affidati dalla legge alle Forze armate. Di fronte alla pandemia, i militari lo hanno svolto con tempestività, costanza e ampia mobilitazione di personale e mezzi, ma sempre nel rispetto del ruolo guida della Protezione Civile, che è la responsabile ultima della gestione dell’emergenza, alle dirette dipendenze del Presidente del Consiglio. 

Nella cosiddetta “fase 3” della gestione della pandemia, far ripartire l’Italia vuol dire anche far tornare ciascuno a svolgere il proprio lavoro, nel settore privato come in quello pubblico o del volontariato. E a norma di legge i compiti prioritari delle Forze armate sono la difesa dello stato e l’azione a favore della pace e della sicurezza internazionale.

Altre considerazioni…

In un quadro sanitario così complesso oltre 3.100 militari dell’Esercito sono dispiegati in numerose missioni sotto egida Onu, Nato e Unione europea, operando in operazioni internazionali nelle aeree più critiche del Mondo (quali Somalia, Niger, Mali, Libia, Lettonia, Libano, Kosovo e Iraq).
Compiti che non possono certo essere trascurati visto il contesto mondiale turbolento e teso, specialmente adesso con la guerra in Ucraina.

​Dal 24 febbraio 2022 Putin ha scelto un approccio diretto al conflitto con l’Ucraina, mentre Stati Uniti ed Europa hanno scelto un approccio indiretto, per mantenere la sicurezza dei Paesi Nato, aiutando per quanto possibile gli ucraini, fornendo loro aiuto militare: una strategia che ha contribuito al risultato ottenuto dell’Ucraina di salvare l’85% del territorio dall’occupazione russa.

Da  ormai un mese il ritorno in Europa di una guerra convenzionale, prevalentemente terrestre e aerea, tra due popolosi Paesi europei ha visto l’impiego sul campo di battaglia di oltre mezzo milione di soldati: il maggiore e più tragico evento bellico in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale.

Tra la sorpresa di molti ma non di tutti, è fallito il tentativo russo di prendere Kyiv prima attaccando direttamente dalla Bielorussia, e poi bombardando pesantemente le maggiori città ucraine per piegarne la resistenza. La guerra della Russia contro l’Ucraina ha già prodotto cambiamenti storici inattesi sul quadro strategico europeo, in primis la richiesta di adesione di Finlandia e Svezia alla Nato. 

L’adesione, che sarà probabilmente accettata dalla Nato già nei prossimi mesi, comporta molteplici effetti. In primo luogo, il consolidamento geografico e militare dell’Alleanza atlantica dal Baltico all’Artico passando per la Scandinavia, in termini di linee di comunicazione e rifornimento, controllo di gran parte delle coste baltiche e dello stesso accesso a questo mare nello stretto tra Danimarca e Svezia. Un consolidamento che darà profondità strategica e solidità alla difesa collettiva di Estonia, Lettonia e Lituania.

In secondo luogo, la Nato si rafforzerà tramite l’integrazione di forze armate nord europee bene addestrate, equipaggiate con mezzi tecnologicamente avanzati, specie in campo aeronautico, con capacità specifiche per le operazioni a ridosso del circolo polare.

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