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L’Italia e la crisi economica. Incontro con Oscar Giannino

 In Attività, Incontri

Oscar Giannino è intervenuto presso la Fondazione per parlare dell’attualità economica e delle scelte politiche che ne sono conseguite. Interventi sempre più richiesti a partire da metà gennaio di quest’anno quando la crisi, scoppiata nel 2008 con il fallimento della Lehman Brothers, ha cominciato a riversare i suoi effetti sui debiti sovrani.

In mancanza di regole internazionali, il cambiamento nelle aspettative di alcuni degli attori dominanti ha trascinato i mercati in una nuova fase di crisi. La Grecia, a causa della sua debolezza, è stato il primo Paese ad esserne colpito. Ma rapidamente il problema si è esteso a molte altri paesi dentro e fuori dall’Europa.

Fino ad oggi, l’Italia ha saputo mantenere saldamente il rigore nei conti pubblici nonostante molte parti politiche, davanti alla crisi, avessero richiesto un aumento della spesa a sostegno delle classi sociali maggiormente colpite. E’ anche grazie a tale rigore che, a differenza di altri paesi, la nostra posizione macroeconomica appare relativamente solida rispetto alle preoccupazioni iniziali.

L’Italia si sta altresì battendo in seno all’UE per una rivisitazione del criterio di valutazione della situazione finanziaria di uno Stato. Tale valutazione non può più basarsi unicamente sul rapporto Debito pubblico/Pil, ma deve aprirsi a considerare l’aggregato del debito totale – pubblico e privato – di un paese e la posizione sull’estero.

Nell’andamento della crisi, un ruolo rilevante è giocato anche dalle difficoltà politiche che stanno attraversando i principali paesi dell’UE. La popolarità di leader come Zapatero, Merkel e Sarkozy è in forte calo, mentre Belgio e Paesi Bassi devono affrontare problemi legati alle minoranze separatiste. Solo la Germania ha preso consapevolezza del proprio ruolo nell’UE e, forte della solidità della sua posizione economica, cerca di dettare le regole del rigore fiscale anche agli altri paesi. Oggi che l’asse Parigi-Berlino sembra incrinatosi, l’Italia può aspirare ad un nuovo ruolo di mediazione nel contesto delle politiche economiche europee.

Per quanto riguarda la situazione interna, osserva Giannino, la manovra finanziaria proposta dal Governo è stata giudicata positivamente dai mercati, ma non può essere la soluzione ai forti problemi strutturali dell’Italia. E’ quindi necessario trovare misure per trasferire parte del debito sul risparmio senza agire con un aumento delle imposte.

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